
Eolo dio dei venti,
dal caldo estivo vinti ,
in una notte dal sonno tardivo
se ne stava beatamente sdraiato
sul prato di un monte dorato,
e nella cima arroccato
sognava sotto l'afa del cielo stellato.
Sognava strane creature roteare,
e attorno a lui si misero a girovagare,
mosse dal suo soffio impetuoso,
si agitavano in un percorso tortuoso.
Eolo aveva un aspetto strano
sospeso tra l'umano e l'inumano,
egli si confondendeva nella boria dell'aria,
conscio del suo destino
di essere un dio senza cammino.
Francesco Coluzzi